{"id":1380,"date":"2021-04-21T16:28:09","date_gmt":"2021-04-21T16:28:09","guid":{"rendered":"https:\/\/cirice.hosting-em.store\/cms\/2021\/03\/11\/veduta-di-napoli\/"},"modified":"2021-04-21T16:28:10","modified_gmt":"2021-04-21T16:28:10","slug":"veduta-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/veduta-di-napoli\/","title":{"rendered":"Veduta di Napoli"},"content":{"rendered":"<p><img src=\/catalogo\/archivio_immagini\/na019.jpg \/><br \/>\n<!--more--><br \/>\nL\u2019immagine, opera del fiammingo van Stinemolen, \u00e8 una delle rappresentazioni pi\u00f9 interessanti e utili per lo studio della citt\u00e0 cinquecentesca. Di Stinemolen sono noti solo alcuni disegni; oltre a questo della citt\u00e0 di Napoli sono stati rinvenuti un\u2019immagine dell\u2019isola di Ponza, conservata alla National Gallery of Scotland di Edimburgo, e una rappresentazione dei Campi Flegrei, presente in una collezione privata. La veduta di Napoli deve essere stata disegnata dal vero intorno alla met\u00e0 del secolo, in quanto il disegno del costruito presenta una situazione precedente a quella dell\u2019immagine del Lafr\u00e9ry del 1566.<br \/>\nPer il disegno della veduta l\u2019autore adotta come stazione di osservazione le colline a nord della citt\u00e0, definendo una rappresentazione inconsueta che non trova riferimenti nelle vedute iconografiche precedenti \u2013 se non in un arazzo realizzato sui disegni di Jan Cornelisz Vermeyen nel 1540 circa \u2013 e che non costituir\u00e0 un riferimento per i \u2018ritratti di citt\u00e0\u2019 seicenteschi e settecenteschi. Il disegno a penna grigio nero e marrone scuro sottolinea gli elementi costitutivi del paesaggio e la morfologia del territorio, comprendendo in un cono ottico di circa 240 gradi una rappresentazione che dalla collina di Miradois giunge fino a Piedigrotta. Secondo una composizione che in una molteplicit\u00e0 di casi compare nella cultura figurativa fiamminga, l\u2019autore definisce un primo piano in ombra, luogo ideale di stazione dell\u2019osservatore ed elemento incorniciante per la raffigurazione; una luce diffusa illumina l\u2019immagine della citt\u00e0, dal circuito murario settentrionale, concluso sulla destra da Castel Sant\u2019Elmo, fino al mare. Sullo sfondo del disegno sono la collina di Capodimonte, il Vesuvio, la Penisola Sorrentina, Posillipo e i Campi Flegrei.<br \/>\nLa straordinaria vista offerta dal fiammingo \u00e8 in effetti impraticabile nell\u2019ambito della reale esperienza sensibile; l\u2019immagine \u00e8 infatti costruita fondendo pi\u00f9 disegni, definiti da diversi luoghi di osservazione, probabilmente arricchiti da alcuni schizzi delle emergenze. Il primo punto di vista \u00e8 collocato in prossimit\u00e0 di Castel Sant\u2019Elmo, da cui l\u2019autore anzitutto definisce la rappresentazione del centro; essa presenta tutta una serie di difformit\u00e0 rispetto alla reale configurazione dei luoghi, causate in primo luogo dal mancato inserimento del decumano superiore, sebbene Stinemolen inserisca le architetture e i luoghi ad esso corrispondenti. Il secondo punto di vista \u00e8 ubicabile presso lo Scudillo, sulla collina di Capodimonte, dal quale viene disegnata la zona di San Martino e del castello e la zona compresa tra la Porta Reale, San Giacomo degli Spagnoli, la chiesa di Montecalvario e Sant\u2019Elmo con le mura vicereali. La fusione dei due disegni comporta una serie di deformazioni della struttura urbana, in particolare evidenti nella definizione della Strada Reale e nella ripetizione di alcune presenze gi\u00e0 inserite nella rappresentazione: la chiesa di Monteoliveto, la Porta Reale e la chiesa dello Spirito Santo appaiono disegnate da entrambi i punti di osservazione. L\u2019utilizzo di ulteriori schizzi \u00e8 poi dimostrata ad esempio dal disegno di Castel dell\u2019Ovo, raffigurato dalla collina del Vomero, nei pressi della villa del Belvedere. Nonostante la scarsa precisione complessiva, la veduta di Stinemolen \u00e8 comunque una fonte di grande interesse per la lettura di una serie di luoghi urbani e architetture; si pensi ad esempio a Pizzofalcone, ai giardini del palazzo vicereale, al Largo di Palazzo e a molte emergenze monumentali del centro che, al di l\u00e0 delle imprecisioni nella descrizione della struttura viaria, vengono definite con grande accuratezza. [Maria Iaccarino]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1380"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1380"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1380\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4115,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1380\/revisions\/4115"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1380"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1380"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1380"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}