{"id":401,"date":"2021-04-21T16:23:59","date_gmt":"2021-04-21T16:23:59","guid":{"rendered":"https:\/\/cirice.hosting-em.store\/cms\/2021\/03\/11\/tavola-strozzi-2\/"},"modified":"2021-04-21T16:23:59","modified_gmt":"2021-04-21T16:23:59","slug":"tavola-strozzi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/tavola-strozzi-2\/","title":{"rendered":"Tavola Strozzi"},"content":{"rendered":"<p><img src=\/catalogo\/archivio_immagini\/na001.jpg \/><br \/>\n<!--more--><br \/>\nIl dipinto, universalmente noto come Tavola Strozzi, \u00e8 la prima immagine di Napoli valida da un punto di vista topografico, la pi\u00f9 significativa rappresentazione della citt\u00e0 nell\u2019ambito del secolo e una notevole fonte per lo studio dell\u2019ambiente urbano della seconda met\u00e0 del Quattrocento.<br \/>\nLa tavola, spalliera di un letto disegnato da Benedetto da Maiano, fu dipinta tra il 1472 e il 1473 e giunse al re Ferrante d\u2019Aragona nel 1473 assieme ad altri doni di Filippo Strozzi; l\u2019immagine celebra l\u2019ingresso trionfale della flotta del re di Napoli dopo la battaglia combattuta nel 1465 contro Giovanni d\u2019Angi\u00f2 nelle acque dell\u2019isola d\u2019Ischia. La veduta fu rinvenuta a palazzo Strozzi nel 1901 da Corrado Ricci e studiata da Benedetto Croce nel 1904; nel 1910, grazie a Vittorio Spinazzola, direttore del Museo Nazionale di San Martino, fu identificato, in seguito ad un\u2019attenta analisi araldica, l\u2019episodio raffigurato. Molte sono state le supposizioni per quanto riguarda la datazione del lavoro e l\u2019autore del dipinto, proponendo fino ad oggi differenti teorie che hanno considerato artisti napoletani e toscani; Cesare de Seta ha pi\u00f9 volte ribadito l\u2019attribuzione dell\u2019opera al cartografo, miniaturista ed orafo Francesco Rosselli &#8211; nato a Firenze intorno al 1448 e ivi attivo oltre che a Venezia e a Buda, presso il re d\u2019Ungheria &#8211; analizzando le metodologie di costruzione geometrica e prospettica della Tavola e delle altre due immagini del fiorentino, la veduta di Roma e quella di Firenze detta della Catena della seconda met\u00e0 del secolo.<br \/>\nDall\u2019analisi radiografica condotta dal Catalano si \u00e8 compreso che l\u2019impostazione del dipinto e della sua definizione prospettica, cos\u00ec come il disegno delle emergenze architettoniche sulla sinistra, sono stati stabiliti sin dalle prime battute, mentre alcuni ripensamenti, in modo particolare la definizione dei tetti, caratterizzano la definitiva stesura a tratti della parte centrale e soprattutto di quella a destra. La rappresentazione descrive l\u2019ambiente urbano quattrocentesco da Castel dell\u2019Ovo fino al Carmine definendo con notevole attenzione il disegno delle emergenze monumentali, precisate fin nei dettagli architettonici e nella scelta dei materiali e  posizionate in modo sostanzialmente corretto sia da un punto di vista planimetrico che altimetrico; un disegno convenzionale, costituito da cubi e prismi scorciati e coperti a tetto, \u00e8 dedicato invece al tessuto minore. Da sinistra l\u2019immagine rappresenta, sull\u2019isolotto di Megaride, Castel dell\u2019Ovo nelle forme precedenti alle trasformazioni di et\u00e0 vicereale; la torre di San Vincenzo con accanto l\u2019omonima chiesa, alle spalle il monte Echia e sullo sfondo Santa Croce e San Luigi; Castel Nuovo, perfettamente definito con le sue torri dell\u2019Oro, di Guardia, di Mare, del Beverello e di San Giorgio; il Molo Grande, affollato di personaggi e ancora privo della lanterna; la cortina delle mura costiere con le porte, alle cui spalle viene definito il compatto tessuto cittadino. All\u2019interno di questo vengono sottolineate alcune emergenze architettoniche, evidenziando il rilievo assunto dalle fabbriche angioine; tra le altre costruzioni si notano la chiesa di Monteoliveto, Santa Chiara, San Domenico, San Pietro Martire, San Lorenzo, il Duomo, San Giovanni a Carbonara, Santa Maria del Carmine, Sant\u2019Eligio e Castel Capuano. In secondo piano viene descritto il sistema collinare di Pizzofalcone, di Sant&#8217;Elmo e Capodimonte; al centro si notano il colle con il Belforte angioino e la certosa.<br \/>\nLa veduta, realizzata integrando un rilievo topografico con l\u2019osservazione diretta del vero, sembra definita apparentemente da un punto di vista collocato nel golfo, posto di fronte alla citt\u00e0. In realt\u00e0, come \u00e8 stato dimostrato, l\u2019immagine viene disegnata adottando due differenti punti di vista: il primo, collocato sul litorale orientale, in prossimit\u00e0 della Marina di San Giovanni a Teduccio, viene utilizzato per definire tutta la zona occidentale e il centro fino all\u2019incirca al Duomo; quindi, per ottenere un\u2019immagine bilanciata in cui la linea di costa appaia rettilinea e si possano rappresentare adeguatamente tutte le maggiori emergenze della citt\u00e0, la parte sinistra del centro antico viene prospetticamente delineata considerando una stazione di osservazione posta in corrispondenza del Molo Grande. La rappresentazione cos\u00ec risulta essere la composizione di due differenti viste reali che compongono una straordinaria immagine che esprime l\u2019identit\u00e0 della citt\u00e0 descrivendone gli elementi costitutivi del paesaggio, la morfologia del territorio e i caratteri delle architetture monumentali. [Maria Iaccarino]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/401"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=401"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/401\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3095,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/401\/revisions\/3095"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=401"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=401"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}