{"id":507,"date":"2021-04-21T16:24:28","date_gmt":"2021-04-21T16:24:28","guid":{"rendered":"https:\/\/cirice.hosting-em.store\/cms\/2021\/03\/11\/neapolis-5\/"},"modified":"2021-04-21T16:24:30","modified_gmt":"2021-04-21T16:24:30","slug":"neapolis-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/neapolis-5\/","title":{"rendered":"Neapolis"},"content":{"rendered":"<p><img src=\/catalogo\/archivio_immagini\/na032.jpg \/><br \/>\n<!--more--><br \/>\nMatth\u00e4us Merian, disegnatore, incisore ed editore, \u00e8 il personaggio di maggiore spicco nell\u2019ambito del vedutismo urbano tedesco del XVII secolo e una delle figure pi\u00f9 significative della storia dell\u2019iconografia della citt\u00e0 europea. La sua bottega di Francoforte cura la pubblicazione di una straordinaria serie di opere, in cui i ritratti urbani svolgono un ruolo di primo piano; tra queste l\u2019&#8221;Archontologia Cosmica&#8221; (in tre tomi, edita nel 1637 in tedesco e nel 1638 in latino), il &#8220;Theatrum Europaeum&#8221; (21 volumi, di cui i primi cinque &#8211; 1633-1647 &#8211; curati da Merian il Vecchio e gli altri 16 &#8211; 1652-1738 \u2013 dagli eredi) e soprattutto la collana della &#8220;Topographia Germaniae&#8221; (sedici volumi, di cui i primi 11 \u2013 1642-1650 \u2013 editi da Matth\u00e4us Merian e gli altri 5 \u2013 1650-1654 \u2013 dagli eredi, sotto la direzione del figlio Caspar) costituiscono alcune delle pubblicazioni iconografiche di pi\u00f9 ampio respiro del secolo da un punto di vista tipologico, prospettico, simbolico e tecnico.<br \/>\nLe vedute dedicate alle citt\u00e0 italiane, compresa questa di Napoli, vengono inserite nella gi\u00e0 citata &#8216;Archontologia&#8217; e in altre due pubblicazioni, l\u2019&#8221;Itinerarium Italiae&#8221; del 1640 e la tarda &#8220;Topographia Italiae&#8221; del 1688. La veduta a volo d\u2019uccello della citt\u00e0 partenopea, nonostante la portata dell\u2019opera del Baratta e le trasformazioni e gli ampliamenti della citt\u00e0, viene definita sul modello di Lafr\u00e9ry, letto attraverso la versione delle &#8220;Civitates Orbis Terrarum&#8221; di G. Braun e F. Hogenberg e arricchito dal disegno di 14 capannoni del nuovo arsenale. La rappresentazione ripete le alterazioni del modello gi\u00e0 individuabili nell\u2019immagine del 1572, amplificando ulteriormente le dilatazioni della struttura viaria, in particolare nella zona occidentale; per quanto riguarda il disegno dell\u2019architettura, generalmente molto simile al modello, si nota un netto sovradimensionando del palazzo vicereale, disegnato comunque ancora nelle forme lafreriane.<br \/>\nL\u2019immagine di Merian ebbe molto successo oltralpe e fin\u00ec per sostituire il vecchio modello delle &#8216;Civitates&#8217;. I rami di Braun e Hogenberg vennero acquistati nel 1653 dall\u2019editore di Amsterdam Jan Jansson (1588-1644), che per il suo &#8220;Theatrum Celebriorum Urbium Italiae&#8221; \u2013 edito nel 1657 circa &#8211; ristamp\u00f2 le incisioni in genere senza apporre modifiche; non fu per\u00f2 il caso della veduta di Napoli, che venne rifatta riproducendo sostanzialmente l\u2019immagine di Merian. Nel 1694 i rami di Jansson passarono a Frederick de Wit (1630-1706) che nel 1690 circa pubblic\u00f2 ad Amsterdam il &#8220;Theatrum praecipuarum Totius Europae Urbium tam ichnographice quam conspicue delineatarum&#8221; in cui ristamp\u00f2 anche la veduta di Napoli. Nel corso del XVIII secolo l\u2019immagine continu\u00f2 ad essere riproposta, aggiungendo in alcuni esemplari quattro voci di legenda al di fuori del campo topografico; si pu\u00f2 inoltre ipotizzare che tale immagine sia stata la base di partenza per la stesura della &#8220;Neapolis Regni hujus maxima, ornatissima\u2026&#8221; di Matth\u00e4us Seutter, restituzione planimetrica con rappresentazione assonometrica delle emergenze, arricchita da sette piccole vedute, edita ad Augsburg nel 1730 circa. [Maria Iaccarino]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/507"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=507"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/507\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3205,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/507\/revisions\/3205"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=507"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=507"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconografiacittaeuropea.unina.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=507"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}