Cavalcata che si fe’ in questa fid.ma Città di Napoli…



La veduta, incisa su rame, è realizzata da Alessandro Baratta; l’immagine raffigura la cavalcata che si svolse in onore di Maria Anna d’Asburgo, sorella di Filippo IV e promessa sposa di Ferdinando d’Ungheria. Un primo esemplare del 1632, un tempo conservato presso la Società Napoletana di Storia Patria, risulta essere anche un’aggiunta al volume celebrativo di A. Fellecchia dal titolo “Viaggio della maestà della regina di Bohemia, e d’Ungheria da Madrid fino a Napoli…” del 1630; la seconda edizione del 1680, dedicata alle nozze di Carlo II con Maria Luisa di Borbone e mancante di una striscia sulla destra, è invece presente nei “Tributi ossequiosi della città di Napoli…” di G. Castaldi (1680).
La veduta, fortemente sviluppata in senso longitudinale, raffigura la costa dal Capo di Posillipo fino alla spiaggia del Borgo di Loreto ed è il risultato di una composizione di due differenti lavori: il primo, con il punto di vista ubicato in mare aperto, dedicato alla rappresentazione del tratto tra il Capo di Posillipo e la spiaggia di Chiaia; il secondo, definito da una stazione di osservazione pure ubicata nel golfo ma in posizione più ravvicinata, rivolto alla raffigurazione della parte tra Castel dell’Ovo e la Cavallerizza del Re. La rappresentazione è poco sviluppata in profondità e presenta un andamento rettilineo della costa, dovuto ad una rettificazione del litorale nella zona più orientale; da sinistra la veduta descrive le ville e i palazzi di Posillipo, il borgo di Chiaia, Pizzofalcone con alle spalle l’abitato della collina del Vomero, l’arsenale con accanto la darsena, il palazzo vicereale, Castel Nuovo, il largo delle Corregge con Sant’Elmo sullo sfondo, la spiaggia solcata dalle mura con l’antico centro in secondo piano, scandito dal disegno delle emergenze architettoniche, il borgo di Loreto e la collina di Miradois. La rappresentazione della città si concentra sul disegno dell’architettura monumentale, sottolineata dimensionalmente rispetto al tessuto comune, raffigurato in modo convenzionale; semplificazioni e riduzioni da un lato e fuori scala dall’altro sono particolarmente evidenti nella definizione del centro antico. Rispetto al lavoro del 1632 la seconda edizione presenta una serie di modifiche nel corteo e l’aggiornamento di alcuni particolari topografici per quanto riguarda la rappresentazione della città. [Maria Iaccarino]

Città Napoli
Autore Baratta, Alessandro (1583-1637 post)
Soggetto Napoli. Veduta dal mare
Ambito Cronologico 1680
Collocazione Napoli, collezione del Franco
Tipologia profilo
Tecnica stampa
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Luogo Edizione
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Dimensione 19 x 200,9
Supporto carta
Nazione Italia
Rif.CD na040
Bibliografia C. de Seta, ''Cartografia della città di Napoli. Lineamenti dell’evoluzione urbana'', 3 voll., Napoli 1969; C. de Seta, 'Napoli. Le città nella storia d’Italia”, Roma-Bari 1981; "La città di Napoli tra vedutismo e cartografia. Piante e vedute dal XV al XIX secolo", a cura di G. Pane e V. Valerio, catalogo della mostra (Napoli, 1988), Napoli 1987; A. Baratta, 'Fidelissimae urbis neapolitanae cum omnibus viis accurata et nova delineatio”, a cura di C. de Seta, Napoli 1986; "All’ombra del Vesuvio. Napoli nella veduta europea dal Quattrocento all’Ottocento", catalogo della mostra (Napoli, 1990), Napoli 1990; C. de Seta, "Napoli tra Rinascimento e Illuminismo", Napoli 1991; M. Iaccarino, scheda, in 'Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia”, a cura di C. de Seta e A. Buccaro, Napoli 2006, pp. 138-139.