
Questo raffinato disegno ad acquerello è l’unico della straordinaria serie ‘napoletana’ di Lusieri – Napoli da Mergellina, Napoli da Palazzo Sessa, Napoli da Portici, Napoli dal Ponte della Maddalena – che riproduce la città dall’entroterra, più precisamente dalle pendici della collina di Capodimonte. Mentre il tema della città dal litorale orientale è condiviso da Lusieri con molti altri vedutisti nel Settecento, questo del panorama da settentrione è assai più raro, specie nella seconda metà del secolo. Antonio Joli, verso il 1765, si era cimentato con un’immagine di Napoli dalla residenza reale di Capodimonte, in cui la città era lontana e difficilmente riconoscibile, relegata ad un ruolo secondario rispetto alla scena principale del dipinto che intendeva celebrare la dinastia borbonica. L’acquerello è stato scelto come esemplificativo della produzione del Lusieri anche perché rappresenta il nucleo antico della città nella sua interezza e rende con attenzione scientifica l’abitato nei suoi particolari più minuti. L’artista asseconda quella tradizione di restituzione attenta della città avviata da van Wittel al principio del secolo dei Lumi – con la rappresentazione di scorci urbani parziali -proliferata attraverso le immagini di Butler, Joli, Jones, Ruiz e Vernet, per citare solo alcuni fra gli autori più noti.
Il campo della rappresentazione si sviluppa tra il Monte Faito – imponente presenza sul lato sinistro – e la collina di San Martino dominata dalla mole tufacea del castel Sant’Elmo. Il centro antico cittadino è restituito compatto e uniforme con un’attenzione ‘fotografica’ finanche nella resa degli intonaci pozzolanici e delle murature in tufo a facciavista, che si distinguono chiaramente negli edifici in primo piano. Si riconoscono sulla sinistra il campanile di San Lorenzo e, immediatamente a ridosso della rigogliosa vegetazione, dopo il pino, la cupola rivestita di maioliche di Santa Maria della Sanità. All’orizzonte, oltre la rappresentazione urbana, chiudono l’immagine il profilo della costiera sorrentina e quello, più nitido, dell’isola di Capri.
Lusieri nasce probabilmente a Roma intorno al 1755 e in quella città realizzerà diverse vedute urbane. A Napoli è, nel 1782, da subito introdotto negli ambienti colti della capitale del Regno: l’anno successivo, infatti, entra in servizio presso la corte borbonica. In Campania sono noti diversi altri acquerelli del Vesuvio, della residenza reale di Portici, di Ischia, dei Campi Flegrei – Pozzuoli, Baia, il Lago d’Averno – della piana dei templi di Paestum, tutti caratterizzati da una non comune sensibilità per il paesaggio, che fanno delle vedute di Lusieri dei documenti topografici di rara precisione.[Marco Iuliano]
| Città | Napoli |
| Autore | Lusieri, Giovan Battista (1755-1821) |
| Soggetto | Napoli. Veduta da nord |
| Ambito Cronologico | 1782 |
| Collocazione | collezione privata |
| Tipologia | veduta |
| Tecnica | acquerello |
| Editore | |
| Luogo Edizione | |
| Scala | |
| Iscrizioni | |
| Dimensione | 56 x 97,2 |
| Supporto | |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | 65 |
| Bibliografia | C.I.M. Williams, Lusieri’s surviving works, in «The Burlington Magazine», vol. CXXIV, 1982, pp. 492-496; L. Di Mauro, I luoghi, in N. Spinosa, L. Di Mauro, Vedute napoletane del Settecento, Milano 1989, pp. 159-183; R. Muzii, Giovan Battista Lusieri, scheda in All’ombra del Vesuvio. Napoli nella veduta europea dal Quattrocento all’Ottocento, catalogo della mostra (Napoli, 1990), Napoli 1990, pp. 406-408; C. de Seta, Napoli tra Rinascimento e Illuminismo, Napoli 1997; F. Spirito, Lusieri, Napoli 2003; M. Iuliano, scheda, in Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia, a cura di C. de Seta e A. Buccaro, Napoli 2006, pp. 152-153. |