
Il dipinto fa parte di una serie di vedute tutte eseguite per i Colonna, come attesta lo stemma della famiglia riprodotto in basso a destra. I dipinti realizzati in date differenti riprendono anche soggetti diversi (Napoli, Albano e Verona).
La veduta riprende, come indicato nel titolo, Napoli dal mare: in primo piano spicca la mole del Castel dell’Ovo, caratterizzata dal giallo del tufo. La parte più orientale del borgo di Chiaia e le retrostanti colline sono descritte con verosimiglianza topografica. In particolare sulla sinistra del castello si riconosce il complesso di Santa Maria della Vittoria; dietro l’edificio conventuale svettano le cupole della seicentesca chiesa di Santa Maria a Cappella Nuova e di Santa Caterina a Chiaia. Il racconto iconografico continua con l’abitato del borgo ove si identificano la cupola del tempio di Santa Teresa e la cortina dei palazzi nobiliari che si affacciano sulla Riviera di Chiaia, risistemata alla fine del Seicento per volontà del viceré Medinacoeli. La collina del Vomero incornicia il quartiere con la sagoma stellare del castel Sant’Elmo che si adagia sulla Certosa. La collina va ad incontrare l’altura di Pizzofalcone, che invece si staglia dietro Castel dell’Ovo. Pizzofalcone è dominata dagli edifici del Gran Quartiere, sorti sul giardino della cinquecentesca villa di Andrea Carafa, complesso destinato interamente a quartiere militare dalla metà del Seicento. Dietro il molo del Castel dell’Ovo sono i simboli rappresentativi della città: l’Arsenale, la torre di San Vincenzo, la Lanterna, il Molo Angioino, il Castel Nuovo e poi la sagoma indistinta della parte più orientale dell’abitato, dove tra cupole e guglie si riconosce come limite l’alto campanile del Carmine; infine, appena accennato, il Vesuvio. Il profilo urbano giocato sui toni caldi del giallo divide il campo del mare e del cielo azzurro-verde.
Questa stessa inquadratura, di cui si conosce un disegno preparatorio conservato presso il Museo di San Martino di Napoli, è utilizzata dal maestro per altre sei tele (Londra, Sotheby’s 13 dicembre 2001, n. 86; Holkham Hall, collezione conte di Leicester; San Roque, collezione duchessa di Lerma; Roma collezione Colonna, inv. 507; Londra, Collezione privata; Londra, Christie’s). Le variazioni si riscontrano nelle dimensioni e nel taglio della rappresentazione, più o meno ampia, oltre che nei toni dei colori e nelle imbarcazioni che transitano nel golfo. Delle sette rappresentazioni, la più antica a noi nota è datata 1702, ed è quella già casa d’asta Sotheby’s, originariamente commissionata dal viceré don Luis de la Cedra, IX duca di Medinacoeli, esposta per la prima volta in occasione della mostra romana nel 2003. L’opera del van Wittel riveste una fondamentale importanza per il vedutismo: limitandoci alla nostra area di studio, essa apre la stagione settecentesca con il fenomeno della frammentazione dell’immagine urbana; il maestro, a Napoli per la prima volta nel 1700, introduce spettacoli del tutto nuovi. Le vedute, come il nostro esemplare, sono composte da un’emergenza architettonica oltre la quale si scorge una parte di città, mai raffigurata per intero, come sottolinea de Seta: «l’ambizione al ritratto globale, che domina largamente nella tradizione iconografica, è decisamente alle sue spalle». [Francesca Capano]
| Città | Napoli |
| Autore | Van Wittel, Gaspar (1652/53-1736) |
| Soggetto | Napoli. Veduta dal mare |
| Ambito Cronologico | 1719 |
| Collocazione | Firenze, Palazzo Pitti, inv. 1890 |
| Tipologia | profilo |
| Tecnica | olio |
| Editore | |
| Luogo Edizione | |
| Scala | |
| Iscrizioni | Sulla vela della barca al centro è la sigla con data «G.V.W. 1719». |
| Dimensione | 48,2x102,7 |
| Supporto | tela |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | 1411 |
| Bibliografia | G. Briganti, "Gaspar van Wittel e l’origine della veduta settecentesca", Roma 1966; N. Spinosa, L. Di Mauro, "Vedute napoletane del Settecento", Milano 1989; "All’ombra del Vesuvio. Napoli nella veduta europea dal Quattrocento all’Ottocento", catalogo della mostra (Napoli, 1990), Napoli 1990; G. Briganti, "Gaspar van Wittel", a cura di L. Laureati e L. Trezzani, Milano 1996; C. de Seta, "Napoli tra Rinascimento e Illuminismo", Napoli 1997; L. Trezzani, Veduta dal mare, in Gaspare Vanvitelli e le origini del vedutismo, catalogo della mostra (Roma-Venezia, 2002-03), Roma 2002, p. 210; F. Capano, scheda, in 'Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia”, a cura di C. de Seta e A. Buccaro, Napoli 2006, p. 142. |