Nola Praesens



Tra le tre carte pubblicate da Ambrogio Leone è l’unica rappresentazione urbana vera e propria; il tipo di raffigurazione si avvicina molto alla veduta prospettica, anche se solo nel disegno della cinta muraria si riscontra una approssimativa adesione alle leggi della prospettiva, come è evidente, per esempio, nella riduzione delle dimensioni per il tratto più lontano dal punto d’osservazione, piuttosto alto e prossimo alla cittadella. La descrizione delle mura (che saranno demolite alla fine del Cinquecento e rifatte su un perimetro più ampio) è piuttosto dettagliata: la doppia cinta corrisponde alle due fasi della sua realizzazione: quella più interna risale alla fase angioina, l’esterna, caratterizzata da torri basse e poderose, corrisponde alla ristrutturazione aragonese. L’impianto urbano è estremamente esemplificato: semplici linee a rappresentare le maggiori strade cittadini danno un’idea piuttosto schematica del tessuto; unici edifici rappresentati i simboli della vita religiosa, del potere civile e militare e della vita civile.
La veduta è contrassegnata dai punti cardinali, come di consueto il nord (Arctus) in alto, in questo caso aderisce perfettamente all’esigenza di rappresentare in primo piano la fortezza a difesa dell’ingresso principale alla città, dalla strada proveniente da Napoli.

Città Nola
Autore ignoto (Geronimo Moceto?)
Soggetto Veduta di Nola
Ambito Cronologico 1514
Collocazione Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, 236.D.34 c. 25
Tipologia veduta prospettica o a volo d'uccello
Tecnica stampa
Editore Vercelliano, Giovanni
Luogo Edizione
Scala
Iscrizioni In alto, titolo, in basso, legenda
Dimensione 18,5 x 26,5
Supporto carta
Nazione Italia
Rif.CD nola03
Bibliografia P. Manzi, "Alcuni documenti di cartografia nolana ovvero: Ambrogio Leone e Gerolamo Moceto", in «L’Universo», 4, 1973; L. Avella, "Nola ipotesi 2. Rivisitazione e nuove ipotesi di alcune mappe riguardanti la cinta muraria della città preromana e romana", Napoli 1991