
Anche questa veduta fa parte della raccolta d’iconografie delle città collazionate dal vescovo agostiniano Angelo Rocca.
Il profilo di Eboli è sicuramente frutto di una mano esperta che con precisione delinea una città di non piccole dimensioni, adagiata sulla collina di Montedoro e che domina la piana del Sele. Essa era feudo delle famiglie De Silva, Grimaldi e Doria d’Angri. Il nucleo urbano appare cinto da mura intervallate da torri e da due porte che introducono all’abitato rappresentato da molteplici elementi di edilizia minore e anonima dalla quale emergono il castello dei Colonna rafforzato da torri quadrilatere e circolari, il convento e la chiesa di San Francesco e la cattedrale di Santa Maria delle Grazie. All’esterno della cinta muraria, sulla sinistra del foglio, è delineata la chiesa del Carmine in alto, mentre in basso si riconosce il convento dei Cappuccini, con l’annessa basilica normanna di S. Pietro alli Marmi. All’estrema destra, invece, appena fuori dalle mura, sono segnalate le botteghe per la produzione di polvere da sparo per archibugi.
| Città | Eboli |
| Autore | ignoto |
| Soggetto | Eboli |
| Ambito Cronologico | 1583-84 |
| Collocazione | Roma, Biblioteca Angelica, BSNS 56/52 |
| Tipologia | veduta |
| Tecnica | disegno |
| Editore | |
| Luogo Edizione | |
| Scala | |
| Iscrizioni | |
| Dimensione | 42,6 x 81 |
| Supporto | carta |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | 2044 |
| Bibliografia | N. Muratore, P. Munafò, "Immagini di città raccolte da un frate agostiniano alla fine del XVI secolo", Roma 1991; C. de Seta - A. Buccaro (a cura di), Iconografia delle città in Campania. Le province di Avellino, Benevento, Caserta, Salerno, Electa Napoli 2007, p. 315. |