
La veduta di Gigante ritrae a destra una piccola parte del centro medievale della città di Eboli arroccato sulla collina del Montedoro in posizione dominante rispetto alla piana del Sele e a sinistra la pianura di Paestum con i suoi templi appena abbozzati: in primo piano la florida vegetazione del luogo riserva di caccia del re Ferdinando IV. Ciò che interessa all’autore non è di raffigurare la cittadina bensì di visualizzare un percorso di viaggio per raggiungere l’Heraion di Paestum oramai da un secolo meta privilegiata dei grand touristes. All’epoca gli itinerari praticabili erano due: da sud via mare imbarcandosi a Salerno oppure da nord passando per Eboli e una volta scesi a valle attraversare il fiume Sele con la scafa, nei pressi del Casino Reale di Persano, per poi imboccare un sentiero disagevole che conduceva alla porta Aurea a settentrione dell’antica Poseidonia. Il punto di vista scelto è alle spalle della cittadina verso nord-ovest dall’altura del Montedoro. L’autore delinea, seppur in maniera scrupolosa, solo un angolo del centro storico occupato per la maggior parte dalla mole del castello quattrocentesco dei Colonna – di cui si riscontrano i caratteristici bastioni con torri alternativamente cilindriche e quadrilatere – e parte dell’abitato immediatamente ad esso confinante. (Paola Carla Verde)
| Città | Eboli |
| Autore | Gigante, Giacinto (1806–1876) |
| Soggetto | Eboli |
| Ambito Cronologico | 1847 |
| Collocazione | Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte, G.D.S. 1784 |
| Tipologia | veduta |
| Tecnica | acquerello |
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| Luogo Edizione | |
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| Dimensione | 30,7 x 49,4 |
| Supporto | carta |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | |
| Bibliografia | Giacinto Gigante e la scuola di Posillipo, Napoli 2000. |