Veduta del porto di Pozzuoli



Il molo puteolano – recentemente attribuito all’età di Nerone (59-68 d.C.), ma erroneamente denominato in età moderna ‘ponte di Caligola’, perché confuso con il ponte di barche lungo 3.600 passi fatto costruire da quest’ultimo per raggiungere a cavallo Baia da Pozzuoli – è sicuramente uno dei monumenti flegrei più celebri, come testimoniano ad esempio le decorazioni sulle note fiaschette vitree di Praga (IV sec. d. C.) o l’antica raffigurazione parietale ripresa dal Bartoli per l’Iconographia di G.P. Bellori (1764).
La veduta (incisione) a ‘volo d’uccello’, contenuta nella guida di Scipione Mazzella (Sito et antichità della città di Pozzuolo, Giuseppe Bonfandino, Napoli 1595, p. 32) propone, per la prima volta, una rappresentazione ravvicinata e particolareggiata dell’opus pilarum, presentandosi al lettore come diretto supporto visivo al paragrafo («Del porto») che l’autore del testo dedica all’antico porto.
L’attenzione verso questo monumento, che, alla fine del Cinquecento, con le sue quindici arcate, ancora dominava lo specchio d’acqua antistante Pozzuoli, non rispondeva solamente ad un interesse di carattere antiquario – posto in evidenza dal ‘fuori scala’ del molo rispetto al contesto ambientale – ma dipendeva, molto probabilmente, anche dalla contingente ‘questione’ del nuovo porto di Napoli e delle tecniche costruttive più adeguate da impiegare per la sua realizzazione, che proprio in quegli anni contrapponeva la soluzione ‘puteolana’ a casse prefabbricate proposta dall’architetto e matematico Colantonio Stigliola alla soluzione ‘a pietre perdute’ proposta da Domenico Fontana.

Città Pozzuoli
Autore ignoto
Soggetto NULL
Ambito Cronologico 1595
Collocazione Napoli, Società di Storia Patria, SISMICA 7.E.51.
Tipologia veduta prospettica o a volo d'uccello
Tecnica stampa
Editore Bonfandino. Giuseppe
Luogo Edizione
Scala
Iscrizioni nessuna
Dimensione 6.7 x 8.7
Supporto carta
Nazione Italia
Rif.CD 077pz
Bibliografia Gialanella 1993; Di Liello 1995; Gialanella 1995.