
Matthäus Merian, disegnatore, incisore ed editore, è il personaggio di maggiore spicco nell’ambito del vedutismo urbano tedesco del XVII secolo e una delle figure più significative della storia dell’iconografia della città europea. La sua bottega di Francoforte cura la pubblicazione di una straordinaria serie di opere, in cui i ritratti urbani svolgono un ruolo di primo piano; tra queste l’”Archontologia Cosmica” (in tre tomi, edita nel 1637 in tedesco e nel 1638 in latino), il “Theatrum Europaeum” (21 volumi, di cui i primi cinque – 1633-1647 – curati da Merian il Vecchio e gli altri 16 – 1652-1738 – dagli eredi) e soprattutto la collana della “Topographia Germaniae” (sedici volumi, di cui i primi 11 – 1642-1650 – editi da Matthäus Merian e gli altri 5 – 1650-1654 – dagli eredi, sotto la direzione del figlio Caspar) costituiscono alcune delle pubblicazioni iconografiche di più ampio respiro del secolo da un punto di vista tipologico, prospettico, simbolico e tecnico.
Le vedute dedicate alle città italiane, compresa questa di Napoli, vengono inserite nella già citata ‘Archontologia’ e in altre due pubblicazioni, l’”Itinerarium Italiae” del 1640 e la tarda “Topographia Italiae” del 1688. La veduta a volo d’uccello della città partenopea, nonostante la portata dell’opera del Baratta e le trasformazioni e gli ampliamenti della città, viene definita sul modello di Lafréry, letto attraverso la versione delle “Civitates Orbis Terrarum” di G. Braun e F. Hogenberg e arricchito dal disegno di 14 capannoni del nuovo arsenale. La rappresentazione ripete le alterazioni del modello già individuabili nell’immagine del 1572, amplificando ulteriormente le dilatazioni della struttura viaria, in particolare nella zona occidentale; per quanto riguarda il disegno dell’architettura, generalmente molto simile al modello, si nota un netto sovradimensionando del palazzo vicereale, disegnato comunque ancora nelle forme lafreriane.
L’immagine di Merian ebbe molto successo oltralpe e finì per sostituire il vecchio modello delle ‘Civitates’. I rami di Braun e Hogenberg vennero acquistati nel 1653 dall’editore di Amsterdam Jan Jansson (1588-1644), che per il suo “Theatrum Celebriorum Urbium Italiae” – edito nel 1657 circa – ristampò le incisioni in genere senza apporre modifiche; non fu però il caso della veduta di Napoli, che venne rifatta riproducendo sostanzialmente l’immagine di Merian. Nel 1694 i rami di Jansson passarono a Frederick de Wit (1630-1706) che nel 1690 circa pubblicò ad Amsterdam il “Theatrum praecipuarum Totius Europae Urbium tam ichnographice quam conspicue delineatarum” in cui ristampò anche la veduta di Napoli. Nel corso del XVIII secolo l’immagine continuò ad essere riproposta, aggiungendo in alcuni esemplari quattro voci di legenda al di fuori del campo topografico; si può inoltre ipotizzare che tale immagine sia stata la base di partenza per la stesura della “Neapolis Regni hujus maxima, ornatissima…” di Matthäus Seutter, restituzione planimetrica con rappresentazione assonometrica delle emergenze, arricchita da sette piccole vedute, edita ad Augsburg nel 1730 circa. [Maria Iaccarino]
| Città | Napoli |
| Autore | Merian, Matthäus (1593-1650) |
| Soggetto | Napoli. Veduta a volo d'uccello |
| Ambito Cronologico | 1638 |
| Collocazione | Napoli, Museo Nazionale di San Martino, inv. 14585 |
| Tipologia | veduta prospettica o a volo d'uccello |
| Tecnica | stampa |
| Editore | Merian, Matthäus (1593-1650) |
| Luogo Edizione | |
| Scala | |
| Iscrizioni | Il titolo è collocato in alto; in calce al centro, entro cornice, è una legenda in 30 voci, con al di sopra, sulla destra, una bussola. |
| Dimensione | 27 x 35.5 |
| Supporto | carta |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | na032 |
| Bibliografia | C. de Seta, ''Cartografia della città di Napoli. Lineamenti dell’evoluzione urbana'', 3 voll., Napoli 1969; C. de Seta, 'Napoli. Le città nella storia d’Italia”, Roma-Bari 1981; "La città di Napoli tra vedutismo e cartografia. Piante e vedute dal XV al XIX secolo", a cura di G. Pane e V. Valerio, catalogo della mostra (Napoli, 1988), Napoli 1987; U.V. Fuss, "Matthaeus Merian der Altere. Von der lieblichen Landschaft zum Kriegsschauplatz", Frankfurt am Main 2000; M. Iaccarino, "L'immagine della città tedesca nella prima metà del XVII secolo. L'opera di Matthäus Merian (1593-1650)", tesi di dottorato di ricerca in Storia e Critica dell'Architettura (XVI ciclo),Università degli Studi di Napoli Federico II, Facoltà di Architettura, relatore L. Di Mauro, 2005; M. Iaccarino, scheda, in 'Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia”, a cura di C. de Seta e A. Buccaro, Napoli 2006, pp. 133-134. |