Pianta del cratere fra Napoli e Cuma



In assenza di modelli più antichi, la Pianta del Cratere incisa dal Morghen e dedicata alla Società istituita in Londra per incoraggiare le Arti, Manifatture e Commercio, è la prima carta topografica dei Campi Flegrei, fino alla metà del Settecento ancora raffigurati secondo modelli vedutistici tardo-cinquecenteschi. Nel disegno viene ritagliato un riquadro per inserire la sezione e la pianta in scala maggire, per dare informazioni precise, addirittura scientifiche della zona vulcanica flegrea. Viene così inaugurato un nuovo modello di rappresentazione che in seguito avrà grande fortuna, l’autore ribalta l’antica consuetudine di riprendere il paesaggio da settentrione, con la collina di Posillipo in basso, ponendo quest’ultima nella parte superiore del foglio, occupato sul lato opposto dalle piante della Grotta della Dragonara a Miseno e della Grotta della Sibilla al lago d’Averno. La carta apre il repertorio di incisioni (questa è Incisione su rame), tutte eseguite dal Morghen, dal titolo Raccolta di 43 tavole di tutte le più interessanti vedute degli antichi monumenti di Pozzuolo, Cuma e Baja e luoghi circonvicini, pubblicato a Napoli nel 1766.

Città Napoli, Cuma
Autore Morghen, Filippo (1730 – 1810) (inc.)
Soggetto carta topografica dei Campi Flegrei
Ambito Cronologico 1733
Collocazione Napoli, Biblioteca Nazionale, Bibl. Prov. XXI 320
Tipologia pianta
Tecnica stampa
Editore Morghen
Luogo Edizione
Scala
Iscrizioni Interne ed esterne al campo figuarato
Dimensione 16 x 24,5
Supporto carta
Nazione Italia
Rif.CD 028cf
Bibliografia Di Liello, 1993; Di Liello, 2005