Agropoli



Il disegno acquerellato appartiene allo splendido album manoscritto, conservato a Vienna, dal titolo “Regno Napolitano anotomizzato dalla penna di D. Franc.co Cassiano de Silva…”, databile 1695-1705 ca.; l’autore, disegnatore ed incisore spagnolo attivo a Napoli tra 1690 e i primi anni del viceregno austriaco, è una delle figure di maggiore interesse nell’ambito della rappresentazione del Mezzogiorno d’Italia a cavallo tra Seicento e Settecento. Durante la sua attività stringe dei rapporti di collaborazione con i più importanti editori napoletani del tempo, incidendo una serie di carte geografiche, desunte dall’opera del Magini, per la Accuratissima e nuova delineazione del Regno di Napoli, con le sue provincie distinte… del 1692 di Antonio Bulifon e realizzando una serie di immagini per le guide Napoli città nobilissima… e Di Napoli il seno cratero esposto a gli occhi e alla mente dè curiosi di Domenico Antonio Parrino del 1700; è certa inoltre la derivazione da suoi lavori della Pianta et alzata della città di Napoli… edita nel 1698 da Paolo Petrini, sia per quanto riguarda la rappresentazione principale che le secondarie. Tra 1695 e 1705 Cassiano de Silva è impegnato nella redazione del materiale iconografico destinato ai volumi del Regno di Napoli in prospettiva dell’abate Giovanni Battista Pacichelli, edito da Michele Luigi Muzio e dal Parrino nel 1703; il materiale definito per questo incarico è presente quasi totalmente nell’album del 1695-1705 ca. dedicato al conte Daun, opera più completa tra i quattro manoscritti definiti dallo spagnolo nel primo decennio del secolo, tre dei quali dedicati al viceregno napoletano e uno alla penisola iberica.
La rappresentazione di Agropoli appartiene al gruppo di immagini dedicate alle città del Principato Citeriore che compaiono nel manoscritto e che risultano assenti nel Regno di Napoli in prospettiva; è stato ipotizzato che tali ampliamenti possano essere stati definiti dal Cassiano durante il soggiorno a Sorrento nel 1702 in qualità di capitano. Nelle vedute dello spagnolo si nota frequentemente l’utilizzo di punti di vista sufficientemente alti e lontani per la definizione di ampie rappresentazioni in grado di fornire un disegno esaustivo del contesto morfologico del territorio dell’insediamento; è anche il caso della città Agropoli, il cui disegno è definito dal mare, da un punto di vista da ovest collocato frontalmente rispetto alla città. Il profilo raffigura la conformazione del promontorio su cui sorge l’abitato, sottolineando il rapporto tra la costa e il rilievo collinare e la natura di borgo fortificato dell’insediamento; la scelta tipologica alla base della definizione dell’immagine comporta comunque l’impossibilità di percepire una serie di aspetti dell’articolazione dell’abitato, in primo luogo la struttura dei collegamenti viari tra il centro e i casali e più in generale tra la rocca e l’abitato e tra il contado e la cittadina.
L’immagine descrive in modo attento il rapporto tra la forma del promontorio e l’articolarsi dell’insediamento, sviluppato su più livelli. In grande evidenza, sulla sommità del colle, è la struttura, con le ampie torri ai vertici, del castello aragonese: l’area è quella occupata originariamente della rocca bizantina, a valle della quale nacque, a partire dal VI secolo, il primitivo insediamento abitativo, documentato dal 592. Questo primo nucleo, sviluppato intorno alla chiesa dei SS. Pietro e Paolo e situato a ovest della struttura fortificata, appare nelle forme precedenti alle trasformazioni settecentesche che interesseranno parte del costruito; si può inoltre notare sulla destra il degradare delle costruzioni verso l’entrata in città, ubicata nell’area meno ripida del promontorio, con la torre quadrangolare collocata nei pressi della porta urbica. A valle del castello verso sinistra invece l’immagine raffigura i casali sviluppatisi a ridosso del centro, ad una quota minore, a partire dall’XI secolo.
Nonostante la sinteticità nel disegno, l’immagine costituisce un documento particolarmente interessante in modo particolare per quanto riguarda la ricostruzione del tratto occidentale della cinta muraria, definita in epoca normanno-sveva e rimaneggiata nei secoli successivi: verso il mare la fortificazione si definisce attraverso una cortina continua, intervallata a tratti regolari da torri e disposta lungo il crinale a diverse quote altimetriche, da un lato per inglobare gli ampliamenti abitativi dei casali e dall’altro per adattarsi e sfruttare al meglio l’orografia dei luoghi.
[Maria Iaccarino]

Città Agropoli
Autore Cassiano de Silva, Francesco (attivo tra la fine del XVII e il principio del XVIII secolo)
Soggetto Veduta di Agropoli dal mare
Ambito Cronologico 1695-1705 ca.
Collocazione Vienna, Österreichische National Bibliothek, coll. On Alb 161 a
Tipologia profilo
Tecnica disegno
Editore
Luogo Edizione
Scala
Iscrizioni Il titolo è inserito in alto al centro.
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Supporto carta
Nazione Italia
Rif.CD 1agropolibs
Bibliografia G. Amirante, M.R. Pessolano, "Immagini di Napoli e del Regno. Le raccolte di Francesco Cassiano de Silva", Napoli 2005; M. Iaccarino, scheda, in "Iconografia delle città in Campania. Le provincie di Avellino, Benevento, Caserta, Salerno", a cura di C. de Seta e A. Buccaro, Napoli 2007, p. 324.