
Questa singolare veduta si rivela interessante per la attenta restituzione topografica ed il clima culturale entro cui è prodotta l’immagine, pubblicata da «Chardon jeune et fils» e messa in vendita a Parigi «chez Fatout Editeur». La città è ripresa dalla collina di Capodimonte, con in primo piano un ‘corricolo” intento a percorrere le scoscese rampe che conducono alla residenza reale ancora in terra battuta. In grande evidenza è il collegamento tra il Palazzo degli Studi e la collina reso possibile con la costruzione del corso Napoleone, iniziato da Giuseppe Bonaparte nel 1807 e qui portato a compimento: si nota ultimata l’esedra dalla quale ha inizio l’alberatura a doppio filare che vari documenti registrano impiantati nel 1828. Di certo la veduta è realizzata prima del 1836, anno in cui Antonio Niccolini sistema lo spazio terminale del corso Napoleone con la costruzione del cosiddetto ‘tondo’ di Capodimonte.
La profondità di campo della veduta è resa anche attraverso la morfologia dell’arco costiero, reso in maniera regolare – ovviamente, una voluta forzatura – dalle pendici del Vesuvio sino al capo Posillipo; sulla collina è visibile la Strada Nuova, anch’essa progettata durante il decennio francese. L’unico tratto in cui l’estrema regolarità dell’arco è interrotta si rivela quello in corrispondenza della collina di Pizzofalcone, che si spinge a sud. Un olio su tela di diverso formato (50 x 190), recentemente attribuito al Pitloo, può avere ispirato gli autori di questa stampa; di quella veduta – realizzata certamente qualche anno prima – questa rappresentazione condivide l’impostazione complessiva e, soprattutto, l’esasperata curvatura dell’arco del Golfo.
Personalità singolare quella del Salathè, cosmopolita incisore di un numero considerevole cartografie urbane e di paesaggi, da Rio De Janeiro (1830) alle Cascate del Niagara (1852). In questo caso, però, l’artista è autore della veduta incisa dall’Appert, esperto nel campo del vedutismo urbano come dimostrano nella prima metà del secolo le rappresentazioni a volo d’uccello di Londra e San Pietroburgo. In ambito napoletano è nota una collaborazione del Salathé con l’Hesse per la realizzazione di una serie di vedute parziali della città, con le rappresentazioni dei topoi classici all’epoca (1819): il Molo, Castel Nuovo, Santa Lucia, la Grotta di Posillipo, la Scuola di Virgilio, i Ponti Rossi, etc. Questa serie di immagini, realizzate con l’ausilio della camera lucida, erano commercializzate dal celebre Carl Theodor Müller. [Marco Iuliano]
| Città | Napoli |
| Autore | Salathè, Friedrich (dis.) (1793-1858) |
| Soggetto | Veduta di Napoli da Capodimonte |
| Ambito Cronologico | 1830 circa |
| Collocazione | colezione privata |
| Tipologia | veduta |
| Tecnica | stampa |
| Editore | NULL |
| Luogo Edizione | |
| Scala | NULL |
| Iscrizioni | NULL |
| Dimensione | NULL |
| Supporto | carta |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | 1402 |
| Bibliografia | "Ein zeichner der Romantik. Friedrich Salathè 1793-1858", a cura di Y. Boerling-Brodbeck, catalogo della mostra (Basel, 1988), Basel 1988; "Napoli ripresa dal vero. Otto incisioni acquerellate di F. Salathè e H. Hess (Napoli, Muller 1819)", Napoli 2002; V. Valerio, "Costruttori di immagini. Disegnatori, incisori e litografi nell'Officio Topografico di Napoli (1781-1879)", Napoli 2002; Pitloo. Luci e colori del paesaggio napoletano, a cura di M. Causa Picone e S. Causa, catalogo della mostra (Napoli, 2004-05), Napoli 2004; M. Iuliano, scheda, in 'Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia”, a cura di C. de Seta e A. Buccaro, Napoli 2006, p. 160. |