Descictione dell’Isola d’Ischia



Il disegno a china e matita, eseguito dal frate agostiniano trasferitosi ad Ischia per fondare il convento annesso alla chiesa di San Sebastiano a Barano, non si inserisce nella scia dello schema del Cartaro-Iasolino, ampiamente riutilizzato nelle rappresentazioni cinquecentesche e seicentesche. L’immagine di pianta, sicuramente più ingenua delle precedenti, derivata da una conoscenza diretta dei luoghi. Il disegno riprende esclusivamente la planimetria dell’isola in uno specchio di mare. Il perimetro del territorio isolano risponde ad un preciso rilievo con ogni probabilità eseguito per l’occasione, ma la rappresentazione del luogo è più ingenua, ottenuta dal semplice disegno di monti, alberelli o ciuffi di erbe sparsi nel piatto perimetro. L’ingenuità della composizione è dimostrata anche da alcune annotazioni che sembrano quasi appunti personali (Ponte di pietra e fabbrica). Inoltre le sagome delle emergenze architettoniche sono spesso riferite ad edifici religiosi, tra i quali pare siano preferiti quelli dell’ordine. [Francesca Capano]

Città Ischia
Autore Cosmo da Verona (Fra’ )
Soggetto Planimetria dell'isola d'Ischia
Ambito Cronologico 1605-10
Collocazione Roma, Biblioteca Angelica, Bancone Stampe nuova serie 55, carta 55bis
Tipologia pianta
Tecnica disegno
Editore
Luogo Edizione
Scala scala metrica in passi
Iscrizioni In alto al centro il titolo
Dimensione 21 x 29,5
Supporto carta
Nazione Italia
Rif.CD 4_iis
Bibliografia I. Delizia, Ischia. L'identità negata, Napoli 1987; L. Fino, Capri, Iachia e Procida. Memorie e immagini di tre secoli. Disegni, acquarelli e stampe di vedute e costumi, Napoli 1996; D. Niola Buchner, Ischia nelle carte geografiche del Cinquecento e Seicento, Ischia 2000