Haec est nobilis, & Florens Illa Neapolis…



La veduta a volo d’uccello, incisa su rame, è contenuta nel primo volume delle “Civitates Orbis Terrarum” di Georg Braun (1541-1622) e Franz Hogenberg (1535-1590 ca.); l’immagine sostanzialmente riproduce, in dimensioni ridotte, il prototipo del Lafréry.
Il “Civitates Orbis Terrarum” è uno dei più autorevoli e famosi ‘Libri di Città’, vero e proprio modello del genere per un lungo periodo di tempo, copiato e riedito con aggiunte a più riprese. L’opera nasce dall’iniziativa di G. Braun, canonico della cattedrale di Colonia, e dell’incisore e pittore fiammingo F. Hogenberg: a quest’ultimo probabilmente va attribuito il ruolo di ideatore del progetto, mentre il suo socio è ritenuto il responsabile della realizzazione dei testi introduttivi ed esplicativi e delle pubbliche relazioni, attività che gli permisero di stringere un’articolata rete di rapporti internazionali; è certa anche la collaborazione di Abraham Ortelius (1527-1598), autore della raccolta di carte geografiche del 1570 dal titolo “Theatrum orbis terrarum”, citato più volte come importante punto di riferimento per la definizione dell’opera.
Il lavoro complessivo, caratterizzato da una veste editoriale di grande pregio e da una stampa accurata, si compone di sei volumi, pubblicati dal 1572 al 1617, per un totale di 546 città rappresentate; in quarant’anni ogni volume raggiunse la dodicesima edizione, proponendo testi in latino, tedesco e francese. Un indiscutibile primato delle Civitates è costituito dall’alta qualità delle incisioni realizzate da Hogenberg, Simon Novellanus e Joris Hoefnagel, per le quali vengono adottati – sia per le immagini di nuova fattura sia in quelle riprese da lavori precedenti – criteri il più possibile omogenei quanto a formato, modalità di rappresentazione e apparato decorativo; note e didascalie vengono scritte in latino o lingue nazionali a seconda della nazione cui si riferiscono, permettendo così tra l’altro di soddisfare un mercato parallelo di stampe sciolte e dunque nuovi possibili acquirenti. La pubblicazione della collana termina nel 1618, ma le tavole vengono riproposte più volte nel corso dei decenni successivi: nel 1653 le lastre di rame vengono acquistate dall’editore di Amsterdam Jan Jansson, che le riutilizza nel 1657 per i sei volumi del suo ‘Theatrum’; nel 1694 passano a Frederick De Wit e vengono inserite nel suo “Theatrum praecipuarum Totius Europae Urbium tam ichnographice quam conspicue delineatarum” del 1689; nel 1729 Pieter Van der Aa riutilizza le lastre più resistenti e reincide o ricopia le altre per il volume “Le galérie agréable du Monde”. Molte tavole del De Wit vengono inoltre acquistate da Pierre Mortier e riproposte da lui e dai suoi eredi fino al 1750 ca.
In molti casi i volumi delle Civitates, in particolare nei primi due, presentano rielaborazioni di materiale già esistente, così come accade anche nel caso della veduta di Napoli. L’incisione di Hogenberg riproduce con grande raffinatezza il prototipo, sia pur nelle ovvie semplificazioni dovute alla dimensione decisamente minore; anche in questo caso comunque è possibile identificare piccole deformazioni della struttura urbana, più evidenti nella fascia costiera e nella zona occidentale di nuova espansione. L’immagine riprende la veduta di Lafréry anche nella collocazione della legenda, qui di 71 voci, mentre la precedente ne conteneva 74. [Maria Iaccarino]

Città Napoli
Autore Hogenberg, Franz (1535-1590 ca.)
Soggetto Napoli. Veduta a volo d'uccello
Ambito Cronologico 1572
Collocazione Napoli, Museo Nazionale di San Martino, inv. 5933 (1
Tipologia veduta prospettica o a volo d'uccello
Tecnica stampa
Editore Hogenberg, Franz (1535-1590 ca.); Braun, Georg (1541-1622)
Luogo Edizione
Scala
Iscrizioni Il cartiglio con la presentazione dell'immagine è collocato in alto a sinistra; in calce è una legenda in 71 voci.
Dimensione 33,7 x 48,2
Supporto carta
Nazione Italia
Rif.CD web_107
Bibliografia C. de Seta, ''Cartografia della città di Napoli. Lineamenti dell’evoluzione urbana'', 3 voll., Napoli 1969; C. de Seta, 'Napoli. Le città nella storia d’Italia”, Roma-Bari 1981; "La città di Napoli tra vedutismo e cartografia. Piante e vedute dal XV al XIX secolo", a cura di G. Pane e V. Valerio, catalogo della mostra (Napoli, 1988), Napoli 1987; V. Valerio, "Piante e vedute di Napoli dal 1486 al 1599. L’origine dell'iconografia urbana europea", Napoli 1998; M. Iaccarino, scheda, in 'Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia”, a cura di C. de Seta e A. Buccaro, Napoli 2006, pp. 124-125.