
L’autore riprende quasi fedelmente il dipinto di J.P. Hackert, perduto, e noto attraverso la citata incisione di G. Hackert e Del Grado. La rappresentazione riprende l’abitato, che si svolge lungo la curvatura dell’insenatura, da punta Molino (punta San Pietro nell’incisione) all’isolotto del castello aragonese. Il dipinto delimita il campo alle due punte sopra indicate, di cui la prima fu erroneamente identificata dall’Hackert in punta San Pietro; ciò dimostrerebbe da parte dello sconosciuto artista una diretta conoscenza dei luoghi. Il punto di vista prescelto è l’altipiano dell’Arso. Il dipinto si differenzia dal precedente nella scena di primo piano: il momento di vita agreste è sostituito da una fontana immaginaria ove personaggi in costume ischitano raccolgono l’acqua. [Francesca Capano]
| Città | Ischia |
| Autore | ignoto |
| Soggetto | Il Castello Aragonese dall'Arso |
| Ambito Cronologico | 1790-1800 |
| Collocazione | Ischia, collezione privata |
| Tipologia | veduta |
| Tecnica | acquerello |
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| Luogo Edizione | |
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| Iscrizioni | |
| Dimensione | 68 x 76 |
| Supporto | carta |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | 25_iis |
| Bibliografia | B. Daprà, Ischia in Il mito e l'immagine. Capri, Ischia e Procida nella pittura dal '600 ai primi del '900, Torino 1988. |