
La tela attribuita con qualche dubbio al periodo giovanile del Mancini, nonostante la sigla, riprende un momento assai significativo per l’isola ed in particolare per il borgo dei Bagni, il cui sviluppo dall’apertura del porto in poi sarà esponenziale. Dall’altura quello che un tempo era un lago è visto in tutta la sua estensione: il taglio è già stato effettuato, si lavora per terminare l’opera voluta da Ferdinando II nel 1853; sulla lingua di terra prima della punta San Pietro si riconoscono le baracche del cantiere. Il borgo si presenta più densamente edificato: il casino Buonocore emerge per la sua posizione, le antiche terme comunali si riconoscono vicino alla spiaggia; l’abitato si scorge abbastanza fitto lambendo i lati dell’asse che congiungeva il borgo dei Bagni con quello di Celsa. Non potevano mancare l’isolotto con il castello, quasi il simbolo del luogo, la sagoma di Procida e la costa flegrea. [Francesca Capano]
| Città | Ischia |
| Autore | Mancini, Francesco (1830-1905) (attr.) |
| Soggetto | I lavori di apertura del porto |
| Ambito Cronologico | 1853 |
| Collocazione | Ischia, collezione privata |
| Tipologia | veduta |
| Tecnica | olio |
| Editore | |
| Luogo Edizione | |
| Scala | |
| Iscrizioni | in basso a destra: 'f. e d. Mancini 1853' |
| Dimensione | 47 x 62 |
| Supporto | altro |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | 31_iis |
| Bibliografia | B. Daprà, Ischia, in Il mito e l'immagine. Capri, Ischia e Procida nella pittura dal '600 ai primi del '900, Torino 1988. |