
Questo dipinto è esemplificativo di buona parte del vedutismo urbano della Scuola di Posillipo, fondata dall’olandese Anton Sminck van Pitloo, della quale Giacinto Gigante è figura centrale e fra le più prolifiche. L’olio va messo in relazione con un precedente disegno ad inchiostro dello stesso Gigante, eseguito nel 1838 (Napoli, Museo di Capodimonte, inv. 5239), caratterizzato dal reticolo di riferimento. L’interesse per questa veduta scaturisce dall’inequivocabile esperienza che il Gigante aveva maturato nell’Officio Topografico dove era impiegato con Achille Vianelli negli anni venti dell’Ottocento: il citato disegno – realizzato 6 anni prima del dipinto – è costruito attraverso una resa degli elementi naturali ed architettonici, tutti inquadrati entro una maglia geometrica, diretta derivazione della modalità operativa che precede l’incisione.
Il tessuto urbano è rappresentato in maniera uniforme dall’altura ‘della Conocchia’, nome assai popolare derivato dall’omonimo collegio dei Padri Gesuiti. Nel dipinto la città è restituita da un punto di vista molto lontano, come spesso accadrà anche in altre opere degli artisti della Scuola: Napoli da Posillipo, da Capodimonte, dallo Scudillo, dalla Doganella, per citare alcuni esempi. Unica emergenza architettonica immediatamente identificabile è il Palazzo Reale di Capodimonte, sul lato sinistro dell’opera. Per Gigante si tratta di una città lontana, geograficamente ed emotivamente, ancor più distante di quella rappresentata l’anno precedente dalla Certosa di San Martino: il paesaggio complessivo prende il sopravvento sulla struttura urbana, dal primo piano occupato dai pini, allo sfondo con l’arco costiero che si spinge fino alla punta della Campanella.
Lo stesso soggetto aveva ispirato, nel 1837, anche Teodoro Duclère, autore di un olio su tela che con l’immagine di Gigante condivide il medesimo punto di vista, oggi esposta al Museo di San Martino.
| Città | Napoli |
| Autore | Gigante, Giacinto (1806-1876) |
| Soggetto | Napoli. Veduta dalla Conocchia |
| Ambito Cronologico | 1844 |
| Collocazione | Napoli, collezione privata |
| Tipologia | veduta |
| Tecnica | olio |
| Editore | NULL |
| Luogo Edizione | |
| Scala | NULL |
| Iscrizioni | NULL |
| Dimensione | 73x52,5 |
| Supporto | tela |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | 1410 |
| Bibliografia | R. Causa, "La Scuola di Posillipo", Milano 1967; S. Ortolani, "Giacinto Gigante e la pittura di paesaggio a Napoli e in Italia dal 600 all'800", Napoli 1970; A. Porzio, "Giacinto Gigante", scheda in "All’ombra del Vesuvio. Napoli nella veduta europea dal Quattrocento all’Ottocento", catalogo della mostra (Napoli, 1990), Napoli 1990, p. 389; "Giacinto Gigante e la scuola di Posillipo. 19th century landscape painting in Naples", a cura di L. Martorelli, catalogo della mostra (Valletta, 2000-01), Napoli 2000; "Dal Vero. Il paesaggismo napoletano da Gigante a de Nittis", a cura di M. Picone Petrusa, catalogo della mostra (Torino, 2002), Torino 2002; L. Fino, "La Scuola di Posillipo. Acquerelli disegni e stampe nelle collezioni private", Napoli 2002; R. Ruotolo, "La scuola di Posillipo", Sorrento 2002; M. Iuliano, scheda, in 'Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia”, a cura di C. de Seta e A. Buccaro, Napoli 2006, p. 165. |