
La celebre veduta di Bruegel è certamente il più illustre dipinto della Napoli rinascimentale. La tavola, da sempre trascurata quale strumento utile all’analisi topografica a causa della accentuata curvatura del Molo, è in realtà un attendibile documento che immortala la città al tramonto del viceregno di Pedro de Toledo (1532-1553). Il viaggio in Italia del fiammingo è stato in tempi recenti nuovamente indagato: lasciati i Paesi Bassi sul finire del 1551, l’artista raggiunge probabilmente Napoli nel 1554 dopo un soggiorno romano.
La rappresentazione urbana si svolge dalla collina di Posillipo, alle spalle di Castel dell’Ovo, fino al Ponte della Maddalena, da sempre confine tra la città e il contado; ad oriente il Vesuvio in eruzione chiude la figurazione. Nel dipinto la nuova cinta fortificata è, con il Castel Nuovo, il soggetto principale della rappresentazione. Napoli è stretta tra le mura che il fiammingo si attarda a riprodurre, anche se il suo interesse è rivolto quasi esclusivamente alla parte meridionale, cominciata nel 1537, che si svolgeva dal Molo Piccolo fino al Mercato.
Sono circa 20 le architetture rappresentate con enfasi che emergono dal tessuto urbano reso in modo compatto, anche se è la componente paesaggistica a catturare l’attenzione dell’osservatore più di ogni altro aspetto. Ad occidente di Castel Nuovo è il Palazzo vicereale vecchio, residenza di don Pedro progettata dall’ingegnere Ferdinando Manlio e terminata verso il 1550.
Grande attenzione è prestata alle opere portuali: gli arsenali di marina, la Dogana, la Lanterna coronata dal piccolo meccanismo di illuminazione, mentre non è presente la fontana realizzata sul Molo nel 1560 da Annibale Caccavello e Domenico D’Auria. All’esterno del circuito murario, ad occidente, si distinguono la villa Carafa ed il Castel dell’Ovo; nella parte opposta sono la chiesa di S. Gennaro, la villa aragonese di Poggio Reale ed il Ponte della Maddalena.
Nel dipinto sono riconoscibili anche alcune rappresentative fabbriche religiose all’interno della città: S. Chiara, S. Maria la Nova, Monteoliveto, il Vescovado, tutti luoghi noti per le opere di carità. Questo aspetto, interpretato alla luce della robusta carica pedagogica espressa nella produzione bruegeliana, pare più di una semplice coincidenza.
Un’ultima notazione riguarda l’evento rappresentato, che pare essere un rientro navale piuttosto che una battaglia. Negli inventari, infatti, non è mai fatto cenno a combattimenti navali, a partire dal più antico a noi noto, quello di Françoise Perrenot de Granvelle, del 1607: ‘Navires en mer tranquille, avec petites figures en icelle et paysage lointain de Pierre Bruegel”. Questa considerazione pare essere confermata da un evento di rilevanza straordinaria che si registra in quegli anni, la vittoria della flotta cristiana sul temibile pirata turco Dragut, avvenuta il 5 novembre del 1550. Il trionfale rientro nel porto di Napoli potrebbe essere proprio l’oggetto principale del dipinto. [Marco Iuliano]
| Città | Napoli |
| Autore | Bruegel il Vecchio, Pieter (1526/30-1569) |
| Soggetto | Napoli. Veduta dal mare |
| Ambito Cronologico | 1554-62 |
| Collocazione | Roma, Galleria Doria Pampilij |
| Tipologia | veduta |
| Tecnica | olio |
| Editore | |
| Luogo Edizione | |
| Scala | |
| Iscrizioni | |
| Dimensione | 39,8 x 69,5 |
| Supporto | tavola |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | 1287 |
| Bibliografia | L. Scavizzi, scheda su Bruegel in "Il paesaggio napoletano nella pittura straniera", catalogo della mostra (Napoli, 1962), Napoli 1962, pp. 37-38; C. de Seta, "L’immagine di Napoli dalla Tavola Strozzi a E.G. Papworth", in "All’ombra del Vesuvio. Napoli nella veduta europea dal Quattrocento all’Ottocento", catalogo della mostra (Napoli, 1990), Napoli 1990, pp. 27-44; C. de Seta, "Napoli tra Rinascimento e Illuminismo", Napoli 1991, II ed. 1997; D. Allart, "Sur la piste de Bruegel en Italie. Les pièces de l’enquête", in "Fiamminghi a Roma 1508-1608", a cura di N. Dacos, atti del convegno (Bruxelles-Roma, 1995), in «Bollettino d’Arte», supplemento al n. 100, 1997, pp. 93-106; M. Iuliano, "Napoli nel 1554 di Pieter Bruegel: nuove ipotesi interpretative", comunicazione al convegno Cartografia e rappresentazione delle città. Committenti, cartografi e tecniche di elaborazione delle carte antiche, École française de Rome 2002, atti in corso di stampa; C. de Seta - A. Buccaro (a cura di), Iconografia delle città in Campania, Napoli e i centri della provincia, Electa Napoli 2006, p. 119. |