
La veduta è incisa su rame sulla base di un disegno di Fredrich Bernhard Werner ed è pubblicata ad Augsburg dagli eredi dell’editore Jeremias Wolff (1663-1724), Georg Balthasar Probst (1673-1750) – suo genero – e il suo successore, il figlio Johann Friedrich (1719-1781).
Werner, nato a Reichenau, fu disegnatore, incisore, ingegnere e scenografo; durante la sua intensa vita viaggiò a lungo in vari stati europei prima in qualità di soldato poi come semplice viaggiatore, realizzando numerosi disegni dei luoghi visitati. Dopo aver trascorso un periodo di studio ad Augsburg collaborando con l’incisore K. Remshard, nel 1730 egli intraprese un viaggio in Italia, visitando molte città della penisola, per poi diventare ingegnere e scenografo del re di Prussia. La sua vasta produzione comprende una molteplicità di lavori dedicati a luoghi e città di vari paesi europei – Polonia, Olanda, Francia, Italia – soffermandosi in particolare sulla sua patria, alla quale sono dedicate le immagini della “Scenografia urbium Silesiae”, edita dagli eredi di Johann Baptist Homann a Norimberga. Werner può essere considerato uno dei più prolifici disegnatori della sua generazione, uno degli ultimi grandi personaggi che nel corso del Settecento si dedicano alla realizzazione del ritratto di città rappresentando la struttura urbana nella sua interezza, nel solco di una tradizione ormai secolare; nel corso del secolo le logiche che si affermeranno saranno invece da un lato quelle che frantumeranno la città in più immagini, dall’altro quelle che porteranno alla definitiva affermazione della topografia scientifica.
Il profilo di Napoli, forse inserito anche nell’opera edita dai Probst dal titolo “Celebriorum Europae Urbium”, raffigura la città ancora una volta dal mare, definendo un’ampia rappresentazione che va da Mergellina al ponte della Maddalena. Il disegno, databile 1630, è con ogni probabilità definito in base all’osservazione diretta dei luoghi, come peraltro dimostra l’inserimento di alcuni particolari nell’immagine del costruito; la rappresentazione si concentra sulle architetture monumentali, esasperandone lo sviluppo verticale creando un effetto generale più propriamente tipico di una città nordeuropea. La veduta è conservata in differenti esemplari; in quello qui riprodotto, edito da Georg Balthasar Probst, è inserita un’indicazione riportante il numero 67, presente anche in un esempio acquerellato, pubblicato da Johann Friedrich nel 1740 circa. In altri casi si vede l’aggiunta di quattro stemmi.
L’immagine del Werner edita dai Probst costituisce un modello per la realizzazione di alcune altre vedute edite in Europa. Tra queste vanno ricordate quella dell’editore viennese Christofer Haffner (1668-1754), attivo probabilmente tra il 1720 e il 1750, e l’immagine di Johann Christian Leopold (1699-1755), editore di Augsburg, della quale è conservato un esemplare presso il Museo Nazionale di San Martino, inv. 9401. [Maria Iaccarino]
| Città | Napoli |
| Autore | Werner, Fredrich Bernhard (1690-1778) |
| Soggetto | Napoli. Veduta dal mare |
| Ambito Cronologico | 1731 circa |
| Collocazione | Napoli, Biblioteca Nazionale, Sezione Manoscritti e Rari, C.G. Ba. 32 (1 |
| Tipologia | profilo |
| Tecnica | stampa |
| Editore | Probst, Georg Balthasar (1673-1750) |
| Luogo Edizione | |
| Scala | NULL |
| Iscrizioni | Il titolo è in alto, entro nastro; in calce è inserita una legenda in 72 voci, con in basso le indicazioni del disegnatore e dell'editore. La scritta 'Mare meditterraneum” è aggiunta tra il Castel dell’Ovo e la Lanterna. |
| Dimensione | 34 x 101 |
| Supporto | carta |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | na051 |
| Bibliografia | C. de Seta, ''Cartografia della città di Napoli. Lineamenti dell’evoluzione urbana'', 3 voll., Napoli 1969; C. de Seta, 'Napoli. Le città nella storia d’Italia”, Roma-Bari 1981; "La città di Napoli tra vedutismo e cartografia. Piante e vedute dal XV al XIX secolo", a cura di G. Pane e V. Valerio, catalogo della mostra (Napoli, 1988), Napoli 1987; "Napoli in prospettiva. Vedute della città dal XV al XIX secolo nelle stampe della Raccolta d’Arte Pagliara", a cura di M.T. Penta, catalogo della mostra (Parigi, 1996), Napoli 1996; M. Iaccarino, scheda, in 'Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia”, a cura di C. de Seta e A. Buccaro, Napoli 2006, p. 144. |