Neapolis



L’autore dell’immagine è il fiammingo, originario di Rotterdam, Jan van de Velde; la sua intensa attività di disegnatore ed incisore si concentra in modo particolare sulla rappresentazione del paesaggio, al quale dedica nel corso della sua vita ben 225 opere. È possibile che negli anni tra il 1617 e il 1618 egli compia un viaggio in Italia, durante il quale si ferma a Roma e forse visita anche Napoli; come dimostra l’analisi della rappresentazione di alcuni elementi della struttura urbana, il disegno dell’incisione su rame è effettivamente databile al primo quindicennio del secolo.
La veduta della città è composta da quattro fogli, di cui solo due sono conservati nell’esemplare qui riprodotto; oltre alla copia un tempo custodita presso la Società Napoletana di Storia Patria, descritta da Benedetto Croce nel 1912, sono note differenti pubblicazioni di diverse dimensioni. Alcune di queste sono pubblicate dagli editori Visscher di Amsterdam, che propongono delle stampe della veduta fino al 1682; uno di questi esemplari presenta lungo la fascia superiore il titolo “Neapolis Caput Regni Napoletani urbs …”, l’indicazione dell’autore sulla vela di una nave e, incollato in basso, un testo sulla città in francese e in latino con alla fine l’indicazione dell’editore e l’anno di realizzazione dell’immagine, il 1618.
La veduta rappresenta la città dal mare; l’autore forza la definizione prospettica concentrandosi sugli elementi in primo piano e definendo un disegno della città solo a tratti realistico, che denota un intento rappresentativo che poco si concentra su un’attenta raffigurazione della struttura urbana. Il compatto tessuto edilizio, in cui vengono sottolineate le presenze di via Toledo e del largo del Castello, viene definito in maniera convenzionale e ripetitiva e si presenta privo di indicazioni circa le ben note emergenze architettoniche cittadine; presenze improbabili e dati reali più o meno precisamente definiti si intrecciano nel disegno delle colline e degli elementi del primo piano, impreziosito dal ricco e variegato disegno delle imbarcazioni.
Nel corso del Seicento e nella prima metà del Settecento la veduta di van de Velde si diffonde come modello per la rappresentazione della città alternativo a quello della veduta del Baratta del 1627-29; oltre all’immagine di G.B. Cavazza del 1650 circa, essa influenza una serie di rappresentazioni della città edite in Europa, in particolare in Olanda (si pensi alle vedute di D. Danckerts, C. de Jonghe, P. Schenk, G. van Keulen, P. Van der Aa) e in Francia (come nel caso dei lavori di F. Jollain e L. Boissevin). [Maria Iaccarino]

Città Napoli
Autore Van de Velde, Jan (1593-1641 ca.)
Soggetto Napoli. Veduta dal mare
Ambito Cronologico 1618
Collocazione Napoli, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Raccolta d’Arte della Fondazione Pagliara, inv. 18
Tipologia profilo
Tecnica stampa
Editore Visscher, Claes Jansz (?) (1587-1652)
Luogo Edizione
Scala NULL
Iscrizioni Il titolo è inserito in alto al centro, entro cartiglio.
Dimensione 41,8 x 108
Supporto carta
Nazione Italia
Rif.CD na026
Bibliografia B. Croce, "La villa di Chiaia", in «Napoli nobilissima», vol. I, 1892, pp. 3-11, 35-39, 51-53; "La città di Napoli tra vedutismo e cartografia. Piante e vedute dal XV al XIX secolo", a cura di G. Pane e V. Valerio, catalogo della mostra (Napoli, 1988), Napoli 1987; C. de Seta, "Napoli tra Rinascimento e Illuminismo", Napoli 1991; "Napoli in prospettiva. Vedute della città dal XV al XIX secolo nelle stampe della Raccolta d’Arte Pagliara", a cura di M.T. Penta, catalogo della mostra (Parigi, 1996), Napoli 1996; M. Iaccarino, scheda, in 'Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia”, a cura di C. de Seta e A. Buccaro, Napoli 2006, pp. 129-130.