
Si tratta della prima rappresentazione di Napoli incisa su rame e precede di sei anni la pianta Du Pérac-Lafréry, che avrà ben altra diffusione. Carlo Theti, architetto militare di origine nolana, aveva partecipato giovanissimo alle campagne contro i Turchi. Autore di un importante volume, i Discorsi sulle fortificazioni (noto in più edizioni a partire dal 1569), fu introdotto dai Colonna alla corte viennese di Massimiliano II e fu più tardi al servizio della Serenissima, dei Savoia, degli Estensi e dei Medici.
Sulla pianta si evince la specifica professionalità del Theti nella attenta restituzione delle nuove fortificazioni realizzate da Pedro de Toledo, forse proprio con la sua consulenza: la cortina meridionale, avviata nel 1537, è attentamente riprodotta, come con dovizia di particolari è rappresentata la fortificazione nel lato nord, con mura intervallate da bastioni. Derivate dal lessico militare sono inoltre le iscrizioni periferiche rispetto all’impianto urbano: Valle, ripetuta due volte, all’esterno della Porta di S. Maria di Costantinopoli (1) e della Porta Regale (45); e Trincere, nello spazio libero che nella pianta intercorre tra la Porta di Chiaia (105) e il Castel di S. Erasmo (43).
L’abitato e le emergenze architettoniche sono restituite con precisione in relazione all’ubicazione e alla consistenza planimetrica, ma in forma omogenea e senza alcun riferimento di scala, proprio per motivi di natura militare. Ciò non sminuisce il valore dell’incisione che, al contrario, si rivela fonte insuperata per la lettura della struttura urbana, con ben 158 toponimi. Questi, nella lunga legenda, sono arbitrariamente divisi in cinque Contrade, cosa che non ha nessun riscontro con la realtà amministrativa.
Dal punto di vista urbanistico è registrata attentamente la renovatio urbis intrapresa dal più noto dei viceré spagnoli nell’arco di un ventennio (1532-1553). È perfettamente riconoscibile, infatti, la Strada reale (66) realizzata per volere di don Pedro nel 1544 e che oggi toglie il nome al viceré; adiacente alla nuova arteria sono i lotti regolari dei ‘quartieri spagnoli”. Tra le varie trasformazioni a scala architettonica si riconoscono, tra l’altro, il nuovo Palazzo vicereale, costruito da Ferdinando Manlio dal 1548, il ponte di collegamento in legno tra i giardini di quest’ultimo e il Castel Nuovo. Alle spalle della fortezza di origine angioina è la chiesa di San Giacomo degli Spagnoli (68) fondata nel 1540. Nell’area portuale, invece, è l’arsenale di marina (126) raddoppiato nella capienza proprio dal Toledo.
Grande interesse ha destato negli studiosi anche la rappresentazione dei supportici, gli archi di collegamento nella parte terminale degli edifici, che secondo il Celano avevano una funzione strategica nella difesa dell’abitazione.
La pianta di theti avrà una diffusione assai limitata, e sarà riproposta, con vari aggiornamenti da Nicola van Aelst nel 1590. [Marco Iuliano]
| Città | Napoli |
| Autore | Theti, Carlo (1529-1589) |
| Soggetto | Napoli. Veduta a volo d'uccello |
| Ambito Cronologico | 1560 |
| Collocazione | Parigi, Biblioteca Nazionale |
| Tipologia | veduta prospettica o a volo d'uccello |
| Tecnica | stampa |
| Editore | Petrus Alexandreus (stampatore) |
| Luogo Edizione | |
| Scala | |
| Iscrizioni | In alto a sinistra sono indicati autore, incisore ed editore. |
| Dimensione | 41 x 54,5 |
| Supporto | carta |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | 1285 |
| Bibliografia | L. Di Mauro, scheda, in "All’ombra del Vesuvio. Napoli nella veduta europea dal Quattrocento all’Ottocento", catalogo della mostra (Napoli, 1990), Napoli 1990; M. Furnari, "«Urbis Neapolitanae Delineatio». Una lettura grafica dell’immagine della città", in "All’ombra del Vesuvio. Napoli nella veduta europea dal Quattrocento all’Ottocento", catalogo della mostra (Napoli, 1990), Napoli 1990, pp. 45-56; B. Marin, "Le plan de Naples de Carlo Theti gravé par Sebastiano di Re en 1560. Un noveau document pour l’étude de la cartographie et de la topographie napolitaines", in «Mélanges de l’École française de Rome. Italie et Méditerranée», n. 102, 1990, pp. 163-189; M. Furnari, "I prototipi Cinquecenteschi", in C. de Seta, "Napoli fra Rinascimento e illuminismo", Napoli 1991; V. Valerio, "Piante e vedute di Napoli dal 1486 al 1599. L’origine dell'iconografia urbana europea", Napoli 1998; B. Marin, "La royale cité de Naples. Représentations gravées d’une capitale au XVIe siècle", in "Imago Urbis. L’immagine della città nella storia d’Italia", a cura di F. Bocchi e R. Smura, atti del convegno (Bologna 2001), Roma 2003, pp. 175-191; M. Iuliano, scheda, in 'Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia”, a cura di C. de Seta e A. Buccaro, Napoli 2006, p. 120. |