
Artista nato a Roma, ben presto – intorno al 1815 – lascia la città per recarsi nel meridione d’Italia: le sue prime vedute del Sud dovrebbero essere quelle siciliane, databili intorno al 1818. Artista di rara finezza, Senape costruisce le sue immagini servendosi probabilmente di qualche strumento ottico, se si considera l’estremo dettaglio con il quale restituisce le architetture dei suoi paesaggi urbani. La datazione di questo disegno è stata di recente ipotizzata al 1833 per le affinità dell’immagine con una del tutto simile, ma mutila della parte destra, conservata presso il Gabinetto Disegni e Stampe del Museo di San Martino (inv. 9426). Ciò che rende inconfondibili le opere dell’artista romano è l’uso personale della tecnica ad inchiostro per la realizzazione dei suoi disegni: l’inchiostro seppia, infatti, è utilizzato nella rappresentazione del dato naturalistico, mentre con la china e la matita sono restituite le architetture e il panorama in secondo piano. La datazione di questi 4 fogli incollati è confermata dalla registrazione dei principali episodi di architettura visibili nel panorama: fra questi si segnala la costruzione della nuova Piazza Plebiscito, completata già nel 1824 per la parte esterna. Ben rappresentati il centro antico della città e la collina di Pizzofalcone con la cupola di Santa Maria degli Angeli; fra la città greco-romana e Partenope è l’area portuale con la via del Molo che costeggia le fortificazioni esterne di Castel Nuovo e raggiunge la Lanterna.
Senape è autore di una serie notevole di un consistente corpus di disegni di vari formati, recentemente pubblicati. Fra gli altri si segnalano quelli partenopei di grandi dimensioni in collezione Maurizio e Isabella Alisio, ora al Museo di san Martino: il Panorama di Napoli preso dalla Villa Ruffo al Vomero (25 x 149), Il Golfo di Napoli dalla strada di Posillipo (40 x 165) e Napoli da Capodimonte (40 x 165). Probabilmente questa serie di vedute deve aver non poco influenzato gli artisti stranieri: la rappresentazione di Bolte-Wittolf (1840) e Heilmann de Rondchatel (1841), sembrano risentire della nuova sensibilità per il paesaggio del romano. [Marco Iuliano]
| Città | Napoli |
| Autore | Senape, Antonio (1788-1850 ca.) |
| Soggetto | Napoli. Veduta da San Martino |
| Ambito Cronologico | 1833 |
| Collocazione | Napoli, Museo di San Martino, collezione Maurizio e Isabella Alisio |
| Tipologia | veduta |
| Tecnica | disegno |
| Editore | |
| Luogo Edizione | |
| Scala | |
| Iscrizioni | |
| Dimensione | 25 x 147 |
| Supporto | carta |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | 1041 |
| Bibliografia | "Antonio Senape e il luoghi della Sirena", a cura di P.A. de Rosa e P.E. Trastulli, catalogo della mostra (Roma, 1998), Roma 1988; "Cento disegni per un Grand Tour del 1829. Napoli (e dintorni), Sicilia, Roma e Italia nelle vedute di Antonio Senape", a cura di L. Di Mauro, Napoli 2001; "Vedute napoletane della fondazione Maurizio e Isabella Alisio", a cura di G.C. Alisio e N. Spinosa, catalogo della mostra (Napoli, 2001-02), Napoli 2001; M. Iuliano, scheda, in 'Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia”, a cura di C. de Seta e A. Buccaro, Napoli 2006, p. 161. |