
Nel corso del Settecento la topografia, oggetto di numerosi trattati e protagonista di una serie di notevoli imprese cartografiche promosse dai regnanti europei, viene istituzionalizzata come disciplina scientifica e si afferma come strumento per la rappresentazione analitica del territorio e più specificamente della struttura urbana. Nel corso del secolo quasi tutte le maggiori città italiane ed europee vengono descritte attraverso la rappresentazione zenitale; la prima esperienza di questo tipo per quanto riguarda Napoli, ancora però lontana dalla straordinaria opera del duca di Noja del 1775, è la pianta incisa da M.L. Jolivet, pubblicata dall’editore di origini francesi Giovanni Gravier.
L’immagine è dedicata a Carlo Edoardo di Hessenstein.
Il lavoro si può considerare da una serie di punti di vista ancora legato alla tradizione vedutistica, della quale viene adottato uno dei più tipici orientamenti; la pianta raffigura, basandosi su di un nuovo rilevamento della città, la porzione di territorio da Mergellina al ponte della Maddalena. Considerate anche le dimensioni, l’opera può ritenersi nel complesso attendibile, benché la rappresentazione non si presenti topograficamente ancora del tutto precisa: la zona del centro presenta una serie di approssimazioni, dal disegno della struttura viaria alla definizione di alcune zone, come ad esempio quella di Piazza Mercato; altre difformità rispetto alla reale configurazione dei luoghi, dovute probabilmente alla volontà di definire il costruito in forme più regolari, possono essere lette nella definizione di Castel Sant’Elmo – raffigurato impropriamente come un regolare ottagono – e del disegno delle valli dei Vergini e della Sanità.
La pianta edita dal Gravier diventa il modello per una serie di piante della città edite sia a Napoli – la “Nuova Pianta di Napoli” di E. Giraud e A. Hermil del 1767; la “Pianta Topografica della Citta di Napoli in campagna Felice”, di F. Morghen e N. Carletti del 1770; la “Pianta della Città di Napoli” di G. Aloja e dei fratelli Terres del 1788 – che in Europa, come il “Plan de Naples” edito a Parigi nel 1768 e il lavoro stampato dall’editore inglese J. Stockdale a Londra nel 1800, dal titolo “A Plan of the City of Naples”. [Maria Iaccarino]
| Città | Napoli |
| Autore | Jolivet, M. L. |
| Soggetto | Napoli. Pianta |
| Ambito Cronologico | 1750 ca. |
| Collocazione | Napoli, Museo Nazionale di San Martino, inv. 3833 |
| Tipologia | pianta |
| Tecnica | stampa |
| Editore | Gravier, Giovanni |
| Luogo Edizione | |
| Scala | 1/1000 canne napoletane |
| Iscrizioni | Titolo in basso al centro entro riquadro con al di sopra scala di rappresentazione, legenda con 136 voci e dedica. |
| Dimensione | 49,4 x 75,9 |
| Supporto | carta |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | na055 |
| Bibliografia | C. de Seta, ''Cartografia della città di Napoli. Lineamenti dell’evoluzione urbana'', 3 voll., Napoli 1969; C. de Seta, 'Napoli. Le città nella storia d’Italia”, Roma-Bari 1981; 'Civiltà del ‘700 a Napoli. 1734-1799”, catalogo della mostra (Napoli, 1979-80), Firenze 1980, vol. II; "La città di Napoli tra vedutismo e cartografia. Piante e vedute dal XV al XIX secolo", a cura di G. Pane e V. Valerio, catalogo della mostra (Napoli, 1988), Napoli 1987; M. Iaccarino, scheda, in 'Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia”, a cura di C. de Seta e A. Buccaro, Napoli 2006, p. 147. |