
La veduta di Lievin Cruyl è una delle rappresentazioni più interessanti del XVII secolo e uno strumento di notevole interesse per la lettura della città nella seconda metà del Seicento. Nel 1664 il fiammingo è a Roma, dove esegue una serie di raffinati disegni, tra cui la serie di ventuno rappresentazioni che viene utilizzata da Giovan Battista de Rossi per il suo “Prospectus locorum urbis Romae insign(ium)” del 1667; oltre che di alcune immagini di Genova, Venezia, Parigi e una serie di battaglie, Cruyl è autore di tre pergamene datate 1672-73, conservate presso il Collegio di Poggio Imperiale a Firenze: notevoli per il taglio prospettico e per la precisione del disegno, esse sono dedicate ad alcuni luoghi particolarmente significativi della città di Napoli, come ad esempio la zona portuale, quella intorno a Palazzo Reale e Castel Nuovo.
La stessa notevole attenzione per il dettaglio e la capacità di resa del particolare si riscontrano anche nel piccolo disegno a penna ed acquerello su pergamena, tirata su tavola, dedicato a Napoli e datato sul retro 1675; in basso è inserito il titolo, mentre in alto l’autore pone lo stemma di Carlo II d’Asburgo. Il lavoro viene definito secondo un’impostazione che lo rende una derivazione della veduta del Baratta del 1627-29, sebbene Cruyl vari leggermente il punto di vista, abbassandolo e traslandolo verso oriente. L’immagine rappresenta, anche se attraverso un campo prospettico maggiormente contratto che nel prototipo, un’area compresa tra il ponte della Maddalena e il Capo di Posillipo, estendendosi fino a Nisida e a Capo Miseno; nonostante l’apparenza, il disegno non è raffigurato dal mare aperto ma da un punto di vista collocato a oriente della città. Una serie di deformazioni prospettiche possono essere notate nella rotazione della spiaggia di Chiaia verso sud, nella rettificazione del litorale, nella traslazione della collina di San Martino verso ovest, nello schiacciamento in profondità e nella dilatazione in senso est-ovest del centro antico. Al di là delle libertà nella costruzione prospettica, la veduta è molto precisa nel disegno delle architetture: con grande cura vengono rappresentate le ville di Mergellina e Posillipo, il borgo di Chiaia, Pizzofalcone e il compatto tessuto edilizio antico, solcato dai campanili e dalle cupole dell’architettura religiosa; la rappresentazione si presenta molto realistica e particolarmente minuziosa nella definizione delle colline di San Martino, Capodimonte e Poggioreale, ancora poco urbanizzate, e della campagna. [Maria Iaccarino]
| Città | Napoli |
| Autore | Cruyl, Lievin (1640 ? - 1720 ?) |
| Soggetto | Napoli. Veduta a volo d'uccello |
| Ambito Cronologico | 1675 |
| Collocazione | Napoli, Museo Nazionale di San Martino, inv. 23910 |
| Tipologia | veduta prospettica o a volo d'uccello |
| Tecnica | disegno |
| Editore | |
| Luogo Edizione | |
| Scala | |
| Iscrizioni | dedica in alto, in nastro; titolo in basso in cartiglio. |
| Dimensione | 23,8 x 48,6 |
| Supporto | carta |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | na039 |
| Bibliografia | C. de Seta, ''Cartografia della città di Napoli. Lineamenti dell’evoluzione urbana'', 3 voll., Napoli 1969; C. de Seta, 'Napoli. Le città nella storia d’Italia”, Roma-Bari 1981; L. Di Mauro, ''L’immagine di Napoli tra XVII e XVIII secolo: da fondale scenografico a soggetto della rappresentazione'', in N. Spinosa, L. Di Mauro, ''Vedute napoletane del Settecento'', Milano 1989, pp. 145-158; "All’ombra del Vesuvio. Napoli nella veduta europea dal Quattrocento all’Ottocento", catalogo della mostra (Napoli, 1990), Napoli 1990; C. de Seta, "Napoli tra Rinascimento e Illuminismo", Napoli 1991; M. Iaccarino, scheda, in 'Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia”, a cura di C. de Seta e A. Buccaro, Napoli 2006, pp. 137-138. |