
La veduta riprende, dal settore sud-ovest degli scavi, l’insieme articolato e complesso dei ruderi di Pompei da un’angolazione poco diffusa all’interno del repertorio consueto delle vedute pompeiane. Più che nel rispetto della fedeltà di resa del dato naturale, il disegno fu eseguito certamente con la finalità di comunicare attraverso un’unica e rapida illustrazione l’ampio e struggente panorama della città dissepolta; in tal modo l’interesse dell’autore si concentra sull’effetto d’insieme, coronando la rappresentazione con la mole del Vesuvio sullo sfondo. Come nel disegno a matita e biacca realizzato dal Lanza nel 1866, custodito nello stesso museo (inv. 19422), l’opera tende a comunicare lo stato d’animo, non del bello o del pittoresco, ma d’una esperienza più complessa. [Petrana Miltenov]
| Città | Pompei |
| Autore | Lanza, Giovanni Giordano (1827 - 1890) |
| Soggetto | NULL |
| Ambito Cronologico | 1860-1880 |
| Collocazione | Napoli, Museo Nazionale di San Martino, inv. 19389 |
| Tipologia | veduta |
| Tecnica | disegno |
| Editore | |
| Luogo Edizione | |
| Scala | |
| Iscrizioni | |
| Dimensione | 25.8 x 34.9 |
| Supporto | carta |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | Pm46 |
| Bibliografia | L. Fino, "Ercolano e Pompei. Vedute neoclassiche e romantiche", Napoli 1988; P. Miltenov, scheda, in 'Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia”, a cura di C. de Seta e A. Buccaro, Napoli 2006, p. 302. |