
Figlio di un magistrato, Vincenzo Franceschini (Casandrino,1812 – 1884) nel 1837 fu allievo di Pitloo, morto dopo pochi mesi in quello stesso anno. Fu vicino ai temi della Scuola di Posillipo fino a quando, nel 1845, si recò a Roma dove entrò in contatto con ambienti romantici. Smise di dipingere in età matura per il sopraggiungere di una malattia mentale. La veduta di Nola, città non lontana da quella natale del Franceschini, deve essere collocata nel periodo posillipino dell’artista.
Soggetto della rappresentazione è la bassa mole del castello, al cui centro svetta la torre medievale, unica sopravvivenza della cittadella angioina, la cosiddetta Arce, sostituita alla fine del Cinquecento dalle fortificazioni progettate dall’ingegnere militare Escrivà. Le strutture del castello furono demolite nel 1886 per lasciare spazio alla Villa Comunale e la tela del Franceschini ne è la sola testimonianza iconografica.
| Città | Nola |
| Autore | Franceschini, Vincenzo (1812 – 1884) |
| Soggetto | Veduta del castello di Nola |
| Ambito Cronologico | 1837-45 |
| Collocazione | Napoli, Museo Nazionale di San Martino |
| Tipologia | veduta |
| Tecnica | olio |
| Editore | |
| Luogo Edizione | |
| Scala | |
| Iscrizioni | |
| Dimensione | 25 x 39 |
| Supporto | muro |
| Nazione | Italia |
| Rif.CD | nola09 |
| Bibliografia | Raffaello Causa, "La scuola di Posillipo", Milano 1967 G. Minieri, a cura di, "Nola città Millenaria", Nola 1981. |