Veduta di Polla



L’incisione su rame, stampata su pergamena, è un documento di particolare interesse per quanto riguarda il suo possibile contributo sia alla conoscenza della città di Polla che più in generale della complessa realtà idrogeologica del Vallo di Diano; definita da Cristoforo Chor, ingegnere della Giunta dei Regi Lagni, la veduta si può considerare un approfondimento dell’immagine a volo d’uccello dello stesso autore dedicata all’intero Vallo, come si evince da alcuni elementi simili come l’orientamento. Il lavoro si può considerare in primo luogo una rappresentazione, peraltro topograficamente piuttosto precisa, dello stato dei luoghi; la veduta, definita da un punto di vista collocato lungo la valle del Tanagro frontalmente all’insediamento urbano di Polla, disegna in maniera attenta il complesso ambiente naturale della piana, riportando fin nei minimi dettagli la definizione del costruito e sottolineando attentamente le relazioni tra la morfologia del territorio, l’edificato e il corso del fiume. Particolarmente felice è l’attenzione dedicata ad una serie di dettagli, come si può notare nella rappresentazione delle essenze arboree e della giuncaglia, dei battelli, delle costruzioni di servizio, della complessa articolazione del sistema collinare sulla destra; l’attentissima definizione architettonica delle chiese e dei palazzi fino all’edilizia minore rendono la veduta un documento particolarmente accurato dello stato dell’insediamento agli inizi del XVIII secolo.
Al di là di questi aspetti, la veduta denuncia la sua natura più squisitamente tecnica nella rappresentazione del fiume e più in generale della situazione idrogeologica della stretta della vallata. Con grande attenzione l’autore delinea l’andamento del Tanagro soffermandosi in particolare sull’ansa e sullo stato delle due crive, gli inghiottitoi carsici presenti anche a Sant’Arsenio, raffigurate talmente colme d’acqua da poter essere solcate da un battello; altrettanta precisione viene dedicata alla rappresentazione della conformazione del ponte a valle della città. E’ evidente dunque l’attenzione dedicata alla zona più delicata del corso del Tanagro in prossimità della stretta, la cui conformazione è, insieme all’ostruzione delle crive, la causa principale del rigorgo delle acque e degli impaludamenti; l’immagine riporta un progetto consistente nella creazione di un nuovo percorso delle acque – il «tagliamento da farsi» – in modo da convogliarle più linearmente nella «Bocca del Fossato» del Maltempo.
[Maria Iaccarino]

Città Polla
Autore Schor, Cristoforo
Soggetto Veduta di Polla
Ambito Cronologico 1709
Collocazione Salerno, Archivio di Stato, Fondo Intendenza, Bonifica del Vallo di Diano, B. 1595
Tipologia veduta prospettica o a volo d'uccello
Tecnica stampa
Editore
Luogo Edizione
Scala
Iscrizioni legenda nel cartiglio in basso a sinistra
Dimensione 51,3x64,5
Supporto altro
Nazione Italia
Rif.CD 2013
Bibliografia E. Manzi, "L’urbanizzazione del paesaggio agrario nel mezzogiorno attraverso la cartografia. III. Provincia di Salerno", in "Ordinamento, cronaca, relazioni enti, mostra cartografica. Atti del XXII Congresso Geografico Italiano" (Salerno, 1975), a cura di E. D’Arcangelo e D. Ruocco, Cercola 1977, vol. 1, pp. 45-49; V. Aversano, E. Manzi, "Città e campagna nella provincia di Salerno dal tardo Seicento al primo Novecento. Osservazioni su alcuni documenti cartografici", in Atti del XXII Congresso Geografico Italiano (Salerno, 1975), a cura di E. D’Arcangelo e D. Ruocco, Cercola 1977, vol. 1, pp. 296-326; "Storia del Vallo di Diano. Età medievale", a cura di N. Cilento, vol. 2, Salerno 1982; M. Iaccarino, scheda, in "Iconografia delle città in Campania. Le provincie di Avellino, Benevento, Caserta, Salerno", a cura di C. de Seta e A. Buccaro, Napoli 2007, p. 329.